C’è chi sostiene che, alla morte del titolare di una Postepay Evolution, i familiari possano ritirare solo 100 euro in contanti.
Quando una persona muore, i suoi beni – compresa la Postepay Evolution – rientrano nella successione ereditaria e devono essere gestiti secondo la legge. Per evitare prelievi indebiti prima della definizione ufficiale della successione, Poste Italiane blocca la carta.
Secondo la normativa vigente, gli eredi non possono effettuare prelievi fino a quando non viene presentata la dichiarazione di successione e completata la relativa procedura.
Poiché la Postepay Evolution è una carta prepagata con IBAN, ha caratteristiche simili a un conto corrente. Dopo il decesso del titolare, l’IBAN viene bloccato e i fondi diventano parte dell’eredità.
Procedura per il recupero dei fondi
Gli eredi devono presentare a Poste Italiane la seguente documentazione:
- Certificato di morte del titolare
- Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (o atto notarile)
- Documento d’identità e codice fiscale degli eredi
- Modulo di richiesta successione disponibile presso Poste
Una volta completata la procedura, Poste Italiane provvederà al trasferimento del saldo residuo agli eredi legittimi.
Differenze tra Postepay Evolution e Postepay Standard
La procedura di successione per le carte prepagate di Poste Italiane segue linee guida comuni, ma ci sono alcune differenze:
- Postepay Evolution: avendo un IBAN, la sua gestione successoria è simile a quella di un conto corrente. Gli eredi devono seguire l’intero iter successorio e fornire la documentazione richiesta per sbloccare e trasferire i fondi.
- Postepay Standard: non avendo IBAN, il saldo residuo rientra comunque nell’eredità.
Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il regolamento ufficiale sul sito di Poste Italiane o rivolgersi a un ufficio postale.