Molti risparmiatori scelgono di aprire un libretto di risparmio cointestato con il coniuge o un familiare.
Questa soluzione permette a entrambi di operare sul denaro depositato, ma comporta regole precise.
Cosa accade se, ad esempio, il marito appone una firma falsa della moglie per prelevare o movimentare somme?
Vediamo i punti chiave.
Come funziona un libretto cointestato
Un libretto postale o bancario può essere intestato a più persone. Le modalità di utilizzo dipendono dal contratto firmato all’apertura:
- Firma congiunta: servono le firme di entrambi i cointestatari per ogni operazione.
- Firma disgiunta: ciascun cointestatario può operare da solo, senza il consenso scritto dell’altro.
⚠️ Importante: Se il libretto è a firma congiunta, apporre la firma di un altro cointestatario senza consenso costituisce reato. Se invece è a firma disgiunta, ogni cointestatario può operare autonomamente, quindi falsificare la firma sarebbe inutile e rischioso.
Apporre una firma falsa: perché è un reato
Scrivere la firma di un altro soggetto, anche se si tratta del coniuge, equivale a falsificazione di firma.
Dal punto di vista legale, questa condotta può configurare:
- Falsità materiale in scrittura privata (art. 485 Codice Penale): consiste nel creare o alterare una scrittura privata in modo da farla apparire autentica. La pena può arrivare fino a 2 anni di reclusione.
- Truffa (art. 640 c.p.) o appropriazione indebita (art. 646 c.p.): se la firma falsa viene utilizzata per ottenere denaro senza consenso, può configurarsi anche uno di questi reati..
📌 Nota importante: dopo la riforma Cartabia (D.lgs. 150/2022), il reato di falso in scrittura privata non è più sempre procedibile d’ufficio. In genere è necessaria una querela della persona offesa perché il procedimento penale possa avviarsi.
⚠️ Ricorda: il fatto che si tratti del coniuge non elimina la responsabilità penale. Firmare al posto di un altro soggetto senza delega resta sempre un atto illecito.
Esempio pratico
Mario e Maria hanno un libretto cointestato a firma congiunta.
Un giorno Mario, senza chiedere ad Anna, imita la sua firma e preleva 5.000€.
Se Maria si accorge della mancanza, può chiedere alla banca la copia dei moduli firmati, accorgersi del falso e presentare querela.
In questo caso, Mario rischia conseguenze penali e Anna può chiedere la restituzione delle somme.
Cosa può fare chi subisce la falsificazione
Se una persona scopre che la propria firma è stata apposta falsamente su un libretto cointestato, può:
- Segnalare subito alla banca o a Poste Italiane l’anomalia, chiedendo copia dei moduli firmati.
- Bloccare il libretto per evitare ulteriori prelievi sospetti.
- Sporgere denuncia o querela presso le autorità competenti (Carabinieri, Polizia), allegando le prove.
- Valutare con un avvocato un’eventuale azione legale per il recupero delle somme.
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa succede se mio marito firma al posto mio su un libretto a firma disgiunta?
Non serve: ciascun cointestatario può già operare da solo. Firmare al posto dell’altro è inutile e rischioso.
La banca controlla sempre le firme?
Le firme vengono confrontate solo in caso di sospetto o contestazione. Se emerge una falsificazione, la responsabilità ricade su chi ha firmato il falso.
La falsificazione tra coniugi è meno grave?
No. Anche tra marito e moglie, apporre una firma falsa resta un reato perseguibile penalmente.
Conclusione
Il libretto cointestato è uno strumento utile, ma richiede fiducia reciproca e rispetto delle regole.
Apporre la firma falsa del coniuge, anche se si pensa di avere “diritto” sui soldi, è comunque un atto illecito che può portare a conseguenze legali serie.
Se ti trovi in una situazione simile, il consiglio è di rivolgerti subito alla tua banca e a un professionista legale, così da tutelare i tuoi risparmi e i tuoi diritti.
⚠️ Avvertenza
Questo articolo ha solo scopo informativo. Non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato o di un consulente legale.