Carta prepagata si può cointestare

A prima vista, l’idea di condividere una carta prepagata tra due o più individui potrebbe sembrare una soluzione pratica per gestire le finanze congiunte, come le spese familiari o i budget di gruppo. Tuttavia, la realtà normativa e operativa delle carte prepagate presenta delle sfumature che meritano un’analisi approfondita.

Quando si parla di cointestazione, si fa riferimento alla possibilità di associare più persone a un unico prodotto finanziario, con diritti e responsabilità condivise. Mentre questa è una pratica comune per i conti correnti bancari, le carte prepagate non rientrano tipicamente in questa categoria a causa della loro natura e delle normative che ne regolano l’uso.

Perchè non si possono cointestare le carte prepagate? Le carte prepagate sono nominative nel senso che sono emesse e intestate a una specifica persona fisica, il cui nome appare sulla carta. Questo significa che la carta è legata all’identità del titolare e può essere utilizzata solo da lui o da lei per effettuare transazioni.

Non è possibile intestare una carta prepagata a nome di più di una persona neanche se ha un IBAN. Come avviene ad esempio con un conto corrente o un libretto postale.

Se hai bisogno di uno strumento per gestire le spese con un’altra persona, dovrai richiedere due carte prepagate, una a tuo nome e l’altra a nome dell’altra persona.

Un’altra soluzione potrebbe essere l’apertura di un conto corrente cointestato, dal quale è possibile emettere carte di debito individuali per ciascun cointestatario. Questo permette di mantenere un certo livello di condivisione finanziaria, pur rispettando i vincoli normativi.

Se stai cercando una carta prepagata per la tua attività, ci sono carte prepagate aziendali emesse da Poste Italiane o altre banche come Intesa-SanPaolo, Unicredit. Ma sarà sempre una carta prepagata nominativa.

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