Quando una banca fallisce

Cosa succede ai soldi depositati sul conto corrente in caso di fallimento della banca?
E quelli sul conto deposito e sulle carte prepagate?

Come sicuramente avrai letto sul prospetto informativo del conto corrente questo prodotto bancario è sicuro.
L’unico rischio arriva dalla controparte.
Cioè la banca che ti offre i servizi bancari perché come tutte le società può fallire.
E potrebbe non essere in grado di rimborsare quanto depositato sui conti correnti.
Ma cosa succede ai soldi depositati sul conto corrente in caso di fallimento della banca?

Cosa succede ai correntisti se la banca fallisce.

Tutte le banche che operano sul territorio italiano devono aderire al Fondo Interbancario che garantisce i conti correnti e conti deposito fino a 100mila euro.
Se il conto corrente è intestato a due persone la garanzia sale a 200mila euro.
Se hai più conti correnti presso una banca la garanzia sarà solo di 100mila euro, per questo è importante avere conti in diverse banche, e di non superare mai i 100mila euro.
Ma questo consiglio è valido per privati le imprese che hanno esigenze di tesoreria è un bel problema.

I limiti del Fondo Interbancario.

Purtroppo questo fondo finanziato dalle banche non ha disponibilità illimitate.
Se con le precedenti banche fallite si trattava di piccole realtà, hanno perso solo i risparmiatori che avevano investito in azioni e obbligazioni delle banche fallite.
Non possiamo sapere cosa succede in caso di fallimento di una grande banche.
Se il Fondo è in grado di risarcire tutti i depositi. ed entro quanto tempo i correntisti rientrano in possesso delle loro somme depositate sul conto corrente.

Si tratta di un territorio mai esplorato prima in Italia, per questo è diventato molto importante capire in quale banca aprire il conto corrente. E capire quanto è sicura una banca.

Ma sappiamo che da gennaio 2016 dopo l’introduzione del nuovo meccanismo che riguarda i salvataggi bancari i costi del risanamento della banca devono ricadere sui privati.
Lo Stato non può intervenire con denaro pubblico al salvataggio della banca.
Anche se per MPS visto che non era fallita è intervenuto e il bail-in è diventato burden sharing .
Saranno chiamati a pagare i costi gli azionisti, se non bastasse il loro sforzo tocca a possessori di obbligazioni subordinate che rischiano la conversione dei bond in azioni, oppure l’azzeramento.
Se anche questo sforzo non bastasse potrebbero pagare gli obbligazionisti ordinari.
Infine i correntisti con depositi superiori a 100mila euro fino a coprire l’8% delle passività della banca.

Per quanto riguarda le carte prepagate non sono coperte dal fondo e rientrano nel patrimonio della banca.

Cosa succede al conto corrente se la banca fallisce?

Dipende dal tipo di salvataggio della banca, possiamo identificare tre scenari.
Il primo se la banca in difficoltà viene acquistata da una banca sana e non c’è il tanto temuto bail-in, come ad esempio è successo per le banche venete, i correntisti diventano clienti della banca che ha acquisito la banca in difficoltà.
Il secondo è simile al piano di salvataggi utilizzato per Etruria, Banca Marche e le altre due piccole banche, gli istituti di credito vengono divise in due nuove società.
Dove in una saranno inseriti i conti correnti e finanziamenti buoni i correntisti diventeranno clienti delle nuove banche.
Nell’altra società finiranno le perdite come i finanziamenti di difficile recupero. Che sono mutui e prestiti che chi ha sottoscritto il finanziamento non riesce a rimborsare.
Il terzo scenario è più complicato e fortunatamente in Italia è stato evitato, in futuro vedremo. Perchè sono state coinvolte grosse banche come le banche venete e il Monte Paschi di Siena.
Prevede il salvataggio dell’istituto di credito con bail-in in questo caso anche i deposito sopra a 100mila euro subiranno un deciso taglio per ripianare le perdite della banca.